Il Restauro

Il restauro ha preso avvio dalla ricerca della storia del palazzo, mediante un’indagine iconografica presso il Catasto, gli Uffici Tecnici Comunali e la Bibliografia.

Viste del Palazzo nel 1961 prima del recupero dell’Arch. Sandro Angelini.
Particolare di testa di leone nel cortile amezzato prima (sin) e dopo il restauro (dx)

La Fondazione ha poi deciso che il restauro dovesse conservare le condizioni di utilizzo degli spazi nel massimo rispetto di quelli originariamente decisi dai Fondatori, per la cui realizzazione è risultata preziosa la collaborazione del nipote Francesco Gavazzeni, che ha vissuto con loro.

Viste delle volte recuperate al piano terreno.

Il restauro si è occupato, oltre che dell’immobile anche degli arredi lignei, degli imbottiti, degli arazzi, dei dipinti e degli oggetti di proprietà dei Fondatori, utilizzando le migliori tecniche ed ove possibile gli artigiani che ne avevano curato la costruzione o la manutenzione per conto loro.

Diverse viste prima e dopo il restauro amezzato e primo piano.

Il restauro, pur utilizzando i materiali che la moderna tecnica offre per garantire la durata nel tempo degli stessi e delle strutture del palazzo, ha operato scelte che consentissero il mantenimento dell’originale aspetto estetico, in un’ottica più conservativa che ricostruttiva.